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L’investimento è morto: cosa fare con i nostri soldi

dead_money Forse non tutti si sono accorti che in Europa stiamo andando verso una situazione veramente particolare. Ma partiamo dall’inizio. Gli Italiani sono un popolo di risparmiatori, abituati a tenere i soldi in banca o al massimo ad investirli in Bond o in Case. Dove i Bond non hanno mai fatto guadagnare niente, perché a malapena coprivano i costi dell’inflazione. Dove le Case è da anni che rendono poco, quindi non basta più comprare tenerla, affittarla e guadagnare…ma bisogna saper investire veramente, avere delle strategie. Oggi questo è vero come non mai.
È finito il tempo del compro, tengo e guadagno qualcosa. È il tempo in cui bisogna imparare una strategia altrimenti si ha la certezza matematica di perdere soldi o perdere potere d’acquisto, quindi perdere soldi. Non parliamo poi dei fondi proposti dalle banche che hanno sotto-performato e a malapena battuto l’inflazione, che comunque è bassa in quest’ultimo periodo (scarsi eh?) E i titoli di stato?
Abbiamo due tipologie di paesi fondamentalmente, quelli virtuosi e quelli pericolosi. Quelli pericolosi, hanno interessi attualmente relativamente bassi, ma con un rischio nascosto più alto di quello che possiamo percepire, grazie all’instabilità politico-economica globale. Quelli virtuosi hanno interessi ridicoli, talmente ridicoli che la Svizzera li ha persino negativi, ovvero investi 100 mila euro in BOND svizzeri a 10 anni e matematicamente dopo 10 anni hai meno di 100 mila euro. Sappiate che, in realtà, persino la “cattiva” Italia ad aprile 2015 ha segnato un record, infatti alcuni Bond a scadenza 1 anno hanno toccato terreno negativo…ma non rischiava di fallire 3 anni fa? Sembra follia, eppure sono molti quelli che, piuttosto, preferiscono perdere una piccola percentuale del capitale per salvarlo mantenendolo in un posto sicuro, sicuro come l’Italia (grasse risate) o come la Svizzera.  

Manca la cultura dell’investimento, manca la cultura della strategia.

Le azioni salgono pompate dai vari QE, una bolla speculativa che mal rispecchia l’economia reale, e la rende sempre più pericolosa, anche se allettante.
Non c’è speranza, che vogliate affrontare un mercato rischioso o sicuro avete bisogno di una strategia, che vi indichi cosa è rischioso, quando è rischioso, quando non lo è e quando c’è una possibilità di guadagno favorevole, qual’é il giusto rischio da prendere in quella precisa operazione. Una strategia che vi permetta di non vivere stressati a causa di crolli improvvisi, di prelievi forzosi, fallimenti di stati, disgregazione dell’Euro e chi più ne ha più ne metta. A SurfingThePips ci concentriamo sull’insegnare una strategia, per scendere in campo con già tutte le armi per vincere. Come diceva Sun Tzule battaglie si vincono prima di combatterle“. Se è sempre più vero che sapere è potere, è ancora più vero che agire è profittevole. Investire in formazione è potenzialmente la cosa migliore che uno possa fare. Attuare quel sapere è la rendita più grande che si possa avere. Per qualche strana congiunzione astrale le persone si sono abituate al lavoro fisso, al guadagnare per tanto tempo senza mai migliorarsi. Ciò non è più possibile, con internet e le telecomunicazioni moderne, il mondo cambia in fretta e bisogna tenere il passo. E non bisogna prevedere il cambiamento, attenzione, questo è quello che ci hanno insegnato e che non ha mai funzionato. Mai.
Non tutte le previsioni sempre si avverano...

Non tutte le previsioni sempre si avverano…

30 anni fa i politici e i guru dell’economia vedevano nel Giappone la futura locomotiva del mondo, una nazione che sarebbe stata presto in grado di superare velocemente negli anni successivi l’antagonista storico di sempre, gli USA. Il Giappone avrebbe dovuto diventare il faro economico del mondo grazie al suo modello produttivo (lean production) e l’eccellenza assoluta in settori che allora erano considerati strategici (robotica, device audio-video e microprocessori). 750 anni prima di Cristo, la stessa proiezione sul futuro del mondo la si faceva sulla Grecia, concepita allora come civiltà con un elevato grado di prosperità e ricchezza che diede vita ad un boom culturale con espressioni nei campi più svariati, tra cui l’architettura, il teatro, la scienza, la matematica e la filosofia. La storia ci ha insegnato di come sempre più spesso anche le migliori e più credibili proiezioni vengono disattese nel corso degli anni. Il Giappone dalla fine degli anni novanta non è stato più in grado di riprendersi a causa di due fattori di contrasto: uno endogeno, il costante e progressivo invecchiamento della popolazione, ed un altro esogeno, l’emersione della Cina nei mercati mondiali. Anche la Grecia di 2500 anni fa dovette fare i conti con una variabile esogena, la progressiva estensione e prepotenza dell’Impero Persiano che decretarono l’inizio del declino ellenico.  

Che dire poi della Grecia del presente?

Tutto il mondo economico e politico ci ha insegnato a giocare con le previsioni e a lavorare in base a queste, creando ovviamente catastrofi e enormi problemi qualora queste previsioni risultino sbagliate. Lavorare con la strategia vuol dire ottenere un modus operandi che si adatta al cambiamento e non tenta di prevederlo. Come puoi osservare il problema che hanno i politici, gli economisti, i capi di azienda e i trader è sempre lo stesso. Loro cercano di creare previsioni, ma in realtà dovrebbero creare una strategia che si adatti al cambiamento. Per poter seguire e creare una strategia che veramente sia senza ego e che si adatti al cambiamento senza infliggere danni al mondo futuro  bisogna accrescere il nostro baricentro, il nostro centro di gravità, far pesare la nostra cultura per tenerci stabili e sicuri nel perseguire il cambiamento nel momento in cui questo è utile. Il peso della cultura rende stabile il nostro centro di gravità permanente, coltiva la nostra volontà e la infervora, da energia e ci rende migliori. Non a caso premiamo su questo punto: puoi avere una strategia ottima, ma se la infici col tuo ego, con la cultura sbagliata, quella “previsionale”, non potrai mai seguirla. Una vera strategia si crea proprio quando si denuda la nostra mente da preconcetti, substrati culturali inutili ed inefficienze, aumentando invece la potenza della nostra volontà e del nostro essere, in modo da guardare il mondo esterno candidamente, per quello che è.  

Dove investire i tuoi soldi oggi?

Questa è la domanda che fanno tutti. Oggi come non mai devi investire i tuoi soldi sulla tua formazione e sul tuo miglioramento, perché il mondo degli economisti, promotori finanziari e politici è un mondo che si basa sulle previsioni inattendibili. Non ti puoi fidare di loro, l’hai fatto fino ad adesso e quello che vedi intorno a te è il risultato. Apri gli occhi e tirati su le maniche. Per cambiare il mondo, dobbiamo accrescere la nostra coscienza, la nostra formazione spirituale ed economica, perché volenti o nolenti l’economia e la finanza hanno cambiato e possono ancora cambiare il mondo, bisogna ri-direzionare il loro potere nella maniera giusta… È una partita a scacchi contro il tempo: è ora che tu ti metta in gioco e smetti di aspettare che gli altri mettano a posto le cose al posto tuo, perché anche noi siamo concorrenti alla colpa altrui. Sei pronto o hai ancora le solite scuse?
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