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Fare trading è come andare ad escort?

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Mi ci metto dentro io per primo, dopo 5 anni di vita del progetto SurfingThePips™ posso dire di avere le idee chiare: ho capito qual è la principale differenza culturale tra noi italiani e gli stranieri quando si tratta di affrontare l’argomento trading e investimenti. SurfingThePips™ è l’unico progetto di formazione finanziaria italiano che è nato all’estero e, probabilmente ancora oggi, l’unico ad avere un approccio veramente internazionale.

Crediamo pertanto di godere di un punto di vista privilegiato per poter valutare oggettivamente quali siano i nostri punti di forza (pochi) e i nostri punti di debolezza (tanti) su di una materia così cruciale per l’evoluzione sana e durevole di una nazione. In questo articolo, non solo enunceremo il perché di un titolo così forte, ma elencheremo anche una serie di evidenze empiriche che lo supportano.

Non serve una laurea in sociologia o in antropologia per sapere che l’Italia è un paese con una profonda cultura cattolica. E non serve una laurea in psicologia per sapere che, da noi, anche le persone che si professano atee, agnostiche o convertite ad altre religioni in età adulta, hanno, dentro di loro, nel subconscio, un potentissimo strato di “cattolicesimo involontario”. Attenzione, non stiamo parlando di una malattia.

Chi mi conosce bene (quelli che sono venuti all’Isola dei Trader per esempio) sa che sono una persona molto “religiosa” e nutro profondo rispetto per tutti i credi e le culture di questo mondo. Tra queste anche, ovviamente, la cultura cattolica italiana. Ho usato le virgolette per definirmi religioso perché il significato che io do a quella parola è piuttosto diverso da quello comune.

Per intenderci, non vado in chiesa se non per guardare le opere d’arte, ma, da praticamente 10 anni, leggo quasi solo di spiritualità, misticismo e filosofia. Non sono affiliato a nessuna setta e non partecipo a nessun incontro con nessuna organizzazione, sono un cane sciolto. Non per questo mi permetto di giudicare chi invece fa il contrario e segue una religiosità canonica.

Sono, e vivo ogni giorno, alla ricerca del più totale non-giudizio verso chicchessia. Detto questo è ovvio che la cultura cattolica è sepolta dentro di me e vi rimarrà per sempre. Siamo italiani e, se minimamente avete viaggiato un pochettino, vedete subito che siamo ben distinguibili all’estero. Ebbene sì, questo è un bel trucco per conoscersi. Uscire dai confini per lunghi periodo, riconoscersi, per contrasto.

Capiamo perché, chi ne sa a pacchi, dice che il viaggio (non la vacanza al Club-Med), quello vero quindi, serve soprattutto per conoscere sé stessi. Io, che da tanti anni vivo all’estero, lavoro quotidianamente con persone provenienti da tutto il mondo, dall’Australia al Sud-Africa, dal Pakistan alla Grecia. Ho imparato a comprendere quanto sia importante conoscere i propri tratti culturali distintivi per poterli padroneggiare al meglio.

Possiamo crederci cosmopoliti, ma dentro di noi saremo sempre intimamente italiani. È bello esserlo, a patto che si massimizzino gli effetti positivi delle nostre qualità e, al contempo, si impari a dominare gli aspetti più pericolosi.

L’italiano medio, dunque in parte tutti noi, chi più chi meno, ha un problema con i soldi e la cultura finanziaria.

Arricchirsi, specialmente se lo si fa senza il sacrificio della salute del nostro corpo e della mente, è qualcosa che tutti cercano di fare, ma senza dirlo in giro. Il benessere finanziario sotto le Alpi è un tabù, persino per quelli che sostengono il contrario. E’ evidente che, estremizzando questo concetto, persino la mafia ha origine in questo modo di intendere la ricchezza. Anzi essa ne è la massima espressione.

All’estero una persona ricca è “un oggetto da studiare ed emulare”, da noi “o è mafioso o è un truffatore”. All’estero le persone ricche scrivono libri e tengono seminari in giro per il mondo, da noi si nascondono per paura di essere derubate…dai ladri o da Equitalia. Mi colpì molto leggere qualche anno fa il dato sui milionari italiani e su quanti di essi vivano nella più totale anonimità. Per estensione, all’estero se dici che investi il tuo denaro sei rispettato come una persona ambiziosa, padrona di se stessa e innovativa. Da noi sei messo alla stregua (spesso giustamente) dei disperati che schiacciano i bottoni delle slot-machine dentro i tabaccai.

Noi di SurfingThePips™ abbiamo continue conferme di questi, che ahinoi, non sono luoghi comuni. Rappresentano anzi una delle più grosse cause dell’arretratezza del nostro paese. Vi faccio qualche esempio pratico? Uno su tutti: il rapporto che hanno le persone che investono il loro denaro nel trading coi social media, in Italia quindi al 90% con Facebook. C’è una grossissima differenza nel modo in cui gli italiani gestiscono gli investimeni sui social media rispetto al resto del mondo.

Siamo sempre lì, un investimento si fa ma non si dice.

Proprio come andare a prostitute: il mercato è fiorente da secoli ma se chiedi in giro, nessuno ci è mai andato con “una di quelle”. Le nostre campagne e i nostri contenuti (e i nostri sono, permettetecelo, mediamente più evolute di quelle di altri siti di trading/broker che incitano alla ricchezza facile) hanno una velocità e un’intensità di circolazione incredibilmente più lenta in Italia rispetto a quello che accade negli altri paesi.

Se si tiene conto di quanto detto prima non è difficile comprenderne il motivo. In Facebook ci sono le mogli, i mariti, le nuore, le suocere, i vicini di casa e i colleghi di lavoro. Facebook è diventata la portineria più grossa d’Italia: non è il caso di far sapere in giro che si fa trading o che si investono soldi in qualcosa. Potrebbero pensare sostanzialmente due cose:

1) Questo è uno che ha soldi da buttare, chiediamogli un prestito

2) Questa è una persona alla deriva, sperpera denaro, stiamogli alla larga o, presto o tardi, ci chiederà un prestito

Vi racconto questo perché in 5 anni ne ho sentite di tutti i colori, in prima persona. Spesso i coniugi fanno investimenti di nascosto uno dall’altro sperando di liberarsi finanziariamente, guadagnare soldi in silenzio, per permettersi qualche vizio in più o, perché no, magari sperando di mettere via un gruzzoletto per poi divorziare tranquilli.

Se questi scenari vi sembrano surreali, sappiate che, per rispetto della privacy delle persone e dei loro problemi mi asterrò dal raccontare casi ben più drammatici. Ripeto, in questo articolo, non c’è nessuna voglia di bacchettare o giudicare il modo di vivere il trading in Italia: all’interno mi ci metto anch’io. In quanto italiano, sia pur “expat” come si dice oggi, sono sempre caduto e, credetemi, cado tutt’ora di tanto in tanto in alcuno di questi vizietti nostrani. Di sicuro tra me e la maggioranza c’è una grossa differenza: io lo ammetto e ci lavoro, la maggioranza no.

Anche se probabilmente non ci crederete, sappiate che ammetterlo è spesso già la soluzione del problema.

  Ebbene sì, come in tutte le cose: essere consapevoli di un proprio difetto, osservarlo con occhio clinico, aiuta di per sé a vederlo svanire col tempo. Richiede tempo, anni, a volte decenni, ma funziona. A questo punto la domanda sorge spontanea: da dove proviene questa forma-mentis tutta italica di guardare al denaro?

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Semplicissimo, basta studiare la storia. La causa è una e unica: la modalità perversa e autoritaria con cui l’istituzione politica della Chiesa Romana, nei secoli, ha interpretato le sacre scritture. Badate bene che non faccio riferimento alla religione cattolica in sé, ma agli uomini che tale religione rappresentavano e ahimè, spesso ancora oggi rappresentano, qui sulla Terra.

Nonostante tutto il vangelo sia disseminato di parole di abbondanza che sembrano provenire da un libro americano di crescita personale*, i vari responsabili dell’Istituzione della Chiesta Cattolica Romana hanno lavorato nei secoli affinché il denaro, per il popolo ed ovviamente non per loro, rappresentasse il cosiddetto “sterco del diavolo”. Perché per millenni è diventata molto più famosa la famosa citazione del “cammello nella cruna dell’ago” rispetto a quelle citate sopra?

Semplice, perché conveniva. A chi? A chi la ripeteva e la diffondeva nel mondo, male interpretandola ovviamente. Gesù ovviamente con quel “ricco” intendeva quelle persone che agiscono nella loro vita solo per fini di accumulo di ricchezza. E ha ragione (ovviamente). Tutti i veri ricchi del mondo sanno e conoscono questa legge. I veri ricchi non tengono fermi le ricchezze. Tornano poveri…re-investendole. Incessantemente. Altrimenti non entreranno nel “regno dei cieli”, che non è “solo” quello che si intende dopo la morte, ma anche quello prima. Attenzione dunque a riflettere bene su cosa ci è stato inculcato per secoli e generazioni.

Una goccia da sola, lenta ma inesorabile, può scavare anche la roccia più dura. Così è avvenuto dentro di noi. Secoli di propaganda “poverista” si sono attaccati alle nostre radici, siamo nati così…con questo VERO peccato originale. Ripeto ancora una volta, non c’entra nulla Gesù Cristo, anzi egli è la prima vittima della mistificazione del suo insegnamento. Chi ha mai avuto a che fare, per lavoro o anche nel tempo libero, con persone di cultura anglosassone avrà senza dubbio notato la differenza. Non è un caso che la linea di demarcazione tra popoli ricchi e popoli poveri in Europa sia quasi la stessa che c’è tra i paesi protestanti e i paesi cattolici.

Ricordiamoci sempre che questo vale anche se le persone si professano atee: non conta la mente cosciente, conta l’inconscio collettivo di un paese, quello che sta sotto la punta visibile dell’iceberg. Non è un caso che i paesi del nord-Europa siano anche i paesi dove il sesso mercenario sia vissuto in maniera molto più pragmatica che da noi (quartieri a luci rosse, ecc…). Il sesso e il denaro sono due facce della stessa medaglia. Sono spesso unicamente un veicolo di appagamento dell’ego e pertanto marciano a braccetto.

Con questo ovviamente non voglio fare propaganda per il credo protestante, che trovo spesso inquietante e fabbricatore di ben altre frustrazioni e perversioni. Sto solo osservando e riflettendo. Tornando al benessere economico, gli investimenti e all’oggetto di questo articolo, ci sono innumerevoli esempi che potrei citare per avvalorare la testi. Ad esempio, sono moltissimi i nostri corsisti che hanno incominciato finalmente a guadagnare stabilmente e che ci hanno scritto lettere entusiaste pregando però di non indicare il loro nome e (soprattutto) cognome.

Non si deve sapere in giro, siamo fatti così. Circostanza, questa, mai accaduta all’estero, anzi. Funziona al contrario. Dovete sapere che per qualche assurdo motivo che non ho mai avuto voglia di approfondire, nei paesi anglosassoni il trading e il golf vanno a braccetto. Chi fa trading gioca sempre a golf. Ebbene mi raccontano i miei amici americani, inglesi e australiani che il trading e i risultati sono l’argomento principe degli incontri al Golf Club. Tutti sanno tutto. Tutti i pensionati della classe media anglosassone si vantano di fare trading e chi non fa trading è uno sfigato. Mi ricordo ancora mia mamma che una volta, quando ero adolescente, mi bacchettò perché in una riunione famigliare mi ero permesso di raccontare sorridendo ai parenti che lei aveva comprato delle azioni di una qualche azienda italiana appena privatizzata e perso il 20% in un due mesi e venduto tutto per il terrore di veder sparire tutto.

Capite la differenza?

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L’anglosassone ha nella sua cultura il rischio, e il concetto dei “soldi che fanno i soldi”, noi no. Secondo voi perché tutte le nuove start-up come Facebook, Google, Whatsapp arrivano tutte dagli USA? Il motivo è lo stesso. Per una che diventa un colosso in 98 finiscono bruciate. Gli americani sono meno avversi al rischio di noi e vincono. Possono anche subire pesanti mazzate, come nel 2008, ma in 5 anni capiscono il problema, lo risolvono e tornano “in bolla”, come stanno facendo adesso. Ripeto non voglio fare l’apologia della cultura a stelle e strisce, come tutte le culture dentro c’è tutto, il buono e il cattivo.

Il trucco, per noi, è saper prendere ciò che funziona e replicarlo, filtrando ove possibile gli effetti collaterali. Vorrei concludere con un consiglio pratico. Questo Virus della Povertà che abbiamo dentro noi italiani, c’è ed agisce ogni giorno contro di noi. Nel nostro sub-conscio continueremo ad essere gli schiavetti dei tedeschi, degli americani, dei francesi…perché ce lo meritiamo. Anche facendo investimenti su qualsiasi tipo di mercato non c’è nessuna possibilità di essere profittevoli finché non si neutralizza tale Virus. Ricordatevi che se siete nati in Italia siete portatori di questo Virus, anche se non lo sapete o non lo accettate con la mente razionale.

Il vostro sub-conscio è molto più forte di voi: siete in dieta, è l’ora di pranzo e passate davanti ad un baracchino che fa le salamelle, chi vince? Voi o il vostro sub-conscio? Accettate la sua supremazia ed educatelo dolcemente. Fate fare un passo indietro al vostro ego e lavorate, lavorate, lavorate.

  1. Ogni volta che vi accorgete che state incolpando o criticando una persona famosa o ricca domandatevi se lo state facendo perché avete le prove e conoscete tutti i retroscena della vita di questa persona o se lo state facendo solo per invidia. Se non riuscite a darvi una risposta non fa niente: osservatevi e siate presenti tutte le volte che vi capita di farlo. Valgono ovviamente anche i politici.
  1. Ogni volta che tacete circa le vostre scelte finanziarie con qualcuno delle persone a voi vicine (non valgono i forum o le chat room dove si usano gli pseudonimi) siate vigili. Continuate a tacere se proprio non ce la fate, ma siate presenti a voi stessi e guardatevi mentre fate “l’italiano che gioca a nascondino
  1. Ogni volta che fate una scelta di accumulo di ricchezza fine a se stessa, ancora una volta, guardatevi. Un’idea vi eccita, un progetto vi manda in visibilio ma avete paura di investirci i vostri averi e la vostra vita? Rimanete svegli mentre vedete la vita che vi scorre davanti paralizzati dalla paura. Non prendete decisioni avventate ma osservatevi, stop. Senza forzare. Analizzatevi tutte le volte che per paura di perdere il vostro gruzzoletto magari non date una mano a una persona che stimate che vi chiede un supporto finanziario.

 

Occhi aperti.

 

D.F.   *Vedere Matteo 6;25 o Luca 19;26 per intenderci

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18 Responses to “Fare trading è come andare ad escort?”

  1. romeo February 12, 2015 at 5:26 pm #

    Hai fotografato il vero italiano che si vergogna di essere ricco! Molte volte mi trovo in imbarazzo perché conosco persone ricche davvero che recitano la parte e non si capisce chi è il vero povero ed il vero ricco. Vivere da miserabili, da pidocchiosi, da vermi (con tanto rispetto per il miserabile, il pidocchio, il verme), non ha senso.

    • Stefano February 25, 2016 at 8:50 am #

      Condivido a pieno il tuo pensiero, anch’io conosco gente ricca che vive da miserabile e anche secondo me nn ha senso. Noi italiani siamo così ,tutti qua.

      • surfingthepips February 25, 2016 at 9:56 am #

        Ma possiamo/dobbiamo evolverci. Siamo qui apposta Stefano ;)
        D.

  2. Massimiliano February 12, 2015 at 5:39 pm #

    Approfitto per una piccola precisazione. Io, personalmente, sono un credente e praticante. Lo so, non basta certo andare a Messa per guadagnarsi il posto in cielo, sarebbe troppo semplicistico. Bisogna fare ben altro e poi ognuno fa la propria scelta! Ho seguito con molto interesse questo tuo intervento e sono d’accordo su molti punti. Per quanto concerne la cultura “poverista” che ci hanno inculcato aggiungo solo alcune riflessioni. La Chiesa è stata un’ottima idea di Gesù, purtroppo, ci sono stati coloro che hanno “mangiato”. Le pecore nere e i mangioni c’erano, ci sono e ci saranno sempre. A proposito di ricchezza, non ho trovato passi del Vangelo dove Gesù “odia” la ricchezza. Fra i suoi amici c’erano anche esattori delle tasse (ricchi). Gesù rimprovera il giovane ricco nella relativa parabola, ma non perché è ricco, ma perché era legato alle sue cose, non voleva condividerle e separsene. Il cammello e la cruna dell’ago: anche qui il ricco viene inteso come avaro e che non condivide. C’è una bella differenza fra un ricco e un avaro. Io comunque continuerò a seguire gli insegnamenti della Chiesa, così come l’ha voluta Gesù.

  3. Vincenzo February 12, 2015 at 11:52 pm #

    Ti do un altro punto di vista… ed è un’accusa che ho ricevuto proprio per non essermi vergognato di dire che faccio trading … siamo speculatori che aggravano il divario tra poveri e ricchi ! Poichè ormai la conoscenza e la tecnologia danno quest’opportunità di ricchezza basata su numeri virtuali a pochi, gli altri sono destinati ad impoverirsi sempre più e questo, non è cattolicamente opportuno.
    Il senso di colpa forse, deriva in parte proprio da questa intuizione, radicata ma difficilmente riconoscibile ! E’ etica alla fine Davide… ma solo per potermi porre la domanda “è bene o è male ” ringrazio di essere italiano e potermi porre il dubbio .
    Bellissimo articolo …. il dibattito sarà ampio ! Ciao

  4. Gil February 13, 2015 at 4:16 pm #

    Mi hai fatto riflettere, molto…e non solo sulla parte finanziaria, ma su ogni cosa che abbiamo paura di fare o dire, pensando magari che parlare possa ferie qualcuno…pur sapendo bene che tacere lo ferisce più ancora.
    mi hai riflettere…e per questo ti ringrazio!

    Gil

  5. francesco February 13, 2015 at 5:28 pm #

    Grande Davide, ancora una perla di saggezza che ci doni, grazie e continua ad illuminarci ogni volta che vorrai…..saluti

  6. Carlo February 13, 2015 at 11:09 pm #

    bellissimo articolo, Davide colpisce nel punto giusto il problema culturale.

    Peccato poi che nessuno nè nei paesi anglosassoni nè altrove nel mondo ha le palle di mostrare pubblicamente su myfxbook i risultati di trading verificati da terze parti. Tutti sanno tutto di tutti… si a parole. Smettiamola per cortesia con la pappardella del “il conto è privato e non posso pubblicarne i risultati” : mere stronzate, basta nascondere pochi dati sensibili e diventa possibile mostrate performance %, drawdown e altre statistiche mentre allo stesso tempo si tiene nascosto il numero di conto e il suo proprietario, l’account balance ovvero il saldo ed eventuali prelievi-depositi.
    Se chi fa i corsi non mostra la progressione dei propri risultati in modo onesto e verificato da terze parti, nella migliore delle ipotesi (ovvero che ogni tanto guadagna) non li mostra perchè tali risultati reali non sono sempre all’altezza del suo ego, per dirla in termini gentili.
    Poi voglio dire è così facile elevarsi rispetto a tutta la gente che vende corsi di trading o segnali, basta così poco (mostrare l’equity delle performance verificate da terzi nascondendo i dati sensibili), che se uno non lo vuole fare significa che preferisce non rischiare la faccia davanti a risultati realistici e reali. Viceversa pensate a uno che vuole vendere segnali o un corso di trading che mostra i risultati per davvero, in modo professionale e non con il solo grafichino excel: sostanza ed onestà, oltre le solite belle parole.

    Occhi aperti…

  7. Giuseppe Ferraro February 13, 2015 at 11:19 pm #

    Molto chiaro. Da quando (Nel 2006) ho iniziato a studiare tecnica finanziaria per poi specializzarmi nel trading valutario, mi sono sentito ogni possibile epitteto: giocatore d’azzardo, uno che perde i soldi, “ma si guadagna con queste cose?”etc. Ho cari amici che, pur essendo persone eccellenti sotto molti aspetti, sono così intrise di poverismo cattolico che fanno una vita di merda convinti così di evolversi meglio come persone. Ho la sensazione che la crisi del 2008 abbia accentuato questa mentalità, accelerando così il degrado finanziario del paese. Questo ha un altro effetto collaterale: chi è privo di spiritualità alla fine si arricchisce più facilmente perché essendo “cattivo” non ha scrupoli a procurarsi grosse quantità di “mostruoso denaro”. Oggi, per fortuna, la filosofia positiva sul denaro in cui io e voi crediamo, si sta diffondendo anche in Italia. Credo che sarà comunque appannaggio di una élite composta da persona evolute e non diventerà un fenomeno di massa, stanti le pastoie psicologiche sopracitate. Articolo molto interessante, grazie.

  8. Valeria February 14, 2015 at 10:21 pm #

    Davide sono pienamente d’accordo, in particolare su questi punti: siamo condizionati dalla religione, dalla delinquenza e dal fisco. Perché davvero ci pensi che se dici che sei ricco potrebbero derubarti o rapirti, e che qualcuno ti manderà la finanza (che trova sempre qualcosa che non va anche dove non c è niente da cercare…). Io quando ho parlato con alcuni “profani” degli investimenti in trading ed immobili che voglio fare, ho visto uno sguardo che diceva “oh povera che ti sei messa in testa…. ma di che parli?”. Quindi alla fine parli solo con le persone con le quali hai fatto i corsi, perché “loro capiscono”. Siamo sfigati anche per questo, siamo considerati dei pazzi da persone che non sanno niente…. se ci avessero visti pure meditare sul terrazzo dell’hotel a Malta… avrebbero concluso che siamo una setta e i soldi servono per quella! :-)

  9. sandy February 15, 2015 at 3:53 pm #

    Vabbè bravi tutti, ma visto che siete così disponibili a dire che fate trading,qualcuno può darmi una mano concreta nell’ iniziare la mia carriera da surfista?ovviamente non sto parlando di prestiti.Si impara più in fretta guardando qualcuno che lo fa
    per dopo emularlo, come fanno i bambini, quindi ci è disposto a mettersi ho contatto con me per aiutarmi?

  10. nadis February 19, 2015 at 10:35 pm #

    Concordo in tutto e per tutto con Massimiliano. ……e come sempre interessante Davide ……

  11. andrea February 22, 2015 at 9:47 pm #

    Probabilmente c’è un altro fattore in gioco nel “virus italiano poverista” e cioè che in Italia normalmente l’idea del lavoro e quindi il guadagno in denaro è necessariamente associato alla fatica , al sudore o al sacrificio.

  12. Paolo May 3, 2015 at 8:46 am #

    Il tuo articolo è il riassunto preciso del l’atteggiamento italiano verso la ricchezza e gli investimenti.
    Io ho avuto la fortuna di incontrare e diventare grande amico di un americano, con cui parliamo di tutto tutto tutto.. trading ed investimenti azionari compresi. In Italia capita spesso di essere confusi (forse giustamente) in speculatori senza cuore o ludopatici.
    Complimenti Davide!
    Credo che il tuo pensiero, indipendentemente dal trading, anticipi un futuro dove tutti saremo molto più consapevoli!

  13. WLADIMIRO July 24, 2015 at 10:18 am #

    Very nice NLP removal believing application

  14. christian salzone August 29, 2015 at 9:49 pm #

    Hai colto nel segno Davide.Questa mentalità tipica italica riguardo ai soldi non l’ho mai condivisa.Da noi uno che si vuole arricchire è visto come un egoista e materialista.Mi sono trasferito da circa 7 mesi a Monaco,in Germania,e devo dire che qui tutta questa ipocrisia riguardo al denaro non c’è.Qui una persona che desidera avere la libertà finanziaria è vista come ambiziosa e degna di ammirazione,quindi in senso positivo.Per carità io sono sempre orgoglioso di essere italiano,vivo qui all’estero mantenendo la mia cultura,specialmente quella culinaria,perchè il buon cibo che abbiamo noi non ce l’ha nessuno e per fortuna qui a Monaco di Baviera,essendo una città multietnica,non ho difficoltà a reperire ciò che mi occorre per mangiare veramente all’italiana,anche se devo dire che la cucina Bavarese non è niente male………Ti dico questo Davide per riallacciarmi al tuo discorso di saper Filtrare le cose belle della nostra cultura italiana da quelle brutte,Difatti come ti ho detto,per quanto riguarda il cibo,e aggiungerei anche la moda,la millenaria storia che abbiamo alle spalle etc….etc…. sono fiero di essere italiano,invece per quanto riguarda il rapporto con il denaro mi sento piu’ vicino,se non proprio uguale, ai popoli del nord europa,e quindi nel mio caso,ci tengo a puntualizzare,in questo senso,la vedo come i tedeschi.Grazie e buon trading a tutti.

  15. yeshua December 17, 2015 at 12:18 pm #

    non posso fare a meno di notare una forte correlazione tra il concetto di peccato originale e povertà o come si dice oggi di debito finanziario intrattenuto sia a livello individuale sia nazionale creato ad hoc per controllare le masse . Un marchio impresso nella mente collettiva che ha come soluzione propagandata l’abbandono ad un “Salvatore” esterno che per suo tramite ci fornisce la redenzione. Ci è stato fatto credere che per salvarci, guarire o gestire il nostro denaro abbiamo bisogno di un tramite, in ultima analisi abbiamo creduto di non essere in grado di reggere le redini della nostra esistenza. Di questo vizio di fondo è afflitta non solo la cultura italiana ma il modo di “essere” dell’uomo contemporaneo ed è il principale e più sottile meccanisco di controllo ovvero di schiavitù ma al contempo è anche il nostro più potente alleato perchè consente di svegliarci.

    • surfingthepips December 17, 2015 at 12:36 pm #

      Non credo ci sia altro da aggiungere caro Yeshua, hai chiosato da…Dio :)
      Davide.

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