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CONCORSO | Cosa penso del nuovo film “Il Lupo di Wall Street”

 Leggi fino in fondo e scopri come vincere 2 biglietti per andare a vedere il film “Il Lupo di Wall Street”

A Capodanno sono stato invitato all’avant-première europea a Bruxelles del nuovo film di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, intitolato il Lupo di Wall Street: La storia vera del broker Jordan Belfort, il Gordon Gekko (vero e non inventato) degli anni 90. Probabilmente il miglior film sul trading mai fatto. Mi astengo dal parlare della qualità incredibile dell’opera, non è questa la sede per parlare di cinema, in questo articolo voglio solo indagare gli aspetti più strettamente legati al trading, alla finanza e alla psicologia del denaro che in questo film vengono mostrati. Jordan Belfort è un personaggio interessante. E’ un personaggio che ha ricevuto un dono. Quello di essere un grande leader, un prodigioso venditore e il gusto per la bella vita. La storia di Jordan Belfort è la storia di uno che di questi doni ha fatto un uso poco intelligente. Non mi preoccupo di anticiparvi parti della trama del film perché trattasi di storia vera e perché già nel sottotitolo del film è tutto spiegato: ascesa e rovinosa caduta di un broker di Wall Street. Non mi metto nemmeno a raccontarvi per filo e per segno quello che succede nel film perché andrete tutti a vederlo, perché, ne sono certo, diventerà un successo, e, per noi appassionati di trading, un classico di tutti i tempi. Non ricordo di aver mai riso così tanto al cinema negli ultimi 10 anni. Vedere le vicissitudini di un trader tossicodipendente che ne combina di tutti i colori è stato per me una goduria moltiplicata al cubo. Subito, fin dalla prima parte, in quella che forse è la scena più bella del film, vediamo il capo di Jordan (uno stellare Matthew McConaughey) che spiega come guadagnano i broker. In quella scena sembra di assistere ad uno dei nostri corsi. Di Caprio, ingenuo e ancora agli inizi, dice al suo capo che ovviamente se i clienti guadagneranno assieme a noi, noi (i broker) saremo più contenti. La risposta è ovviamente no. Il suo primo capo infatti gli spiega come sia necessario far re-investire subito gli utili a coloro che guadagnano, perché ci sarà sempre qualche nuova compagnia ancora più profittevole sulla quale è urgente investire, perché in fin dei conti tutti gli investitori non sono altro che dei tossicodipendenti, malati di gioco d’azzardo, e noi, i broker siamo il “banco”, e, grazie alla più bella delle paroline magiche: “C-O-M-M-I-S-S-I-O-N-I!!!”, ci arricchiamo. Sublimamente, dice tutto questo, mentre sniffa cocaina al ristorante, senza mangiare ma bevendo Martini a raffica e consigliando pratiche masturbatorie almeno due volte al giorno per scaricare la tensione. Una scena che dovrebbe ricordarvi tutti i discorsi che facciamo qui sulla disintossicazione dal trading compulsivo, dallo scalping, dal trading fuori dagli orari consigliati, dall’operare solo e unicamente su un unico mercato senza farsi abbindolare dalle mode del momento, dal prelevare i vostri utili, almeno parzialmente per spendere il vostro denaro in cose concrete, possibilmente sane. Per diventare noi il banco non loro. Il film per noi potrebbe finire qui. Nel prosieguo della storia c’è tutta la spassosa parabola di ascesa di Di Caprio/Jordan che passa dal vendere azioni al mercato nero al diventare il broker più ricco di New York e dunque del mondo, in pochi anni. Il tutto condito da eccessi, discorsi retorici, traffici illegali e tanta tanta tenera ingenuità. Fantastico quando l’agente dell’FBI lo addita come “Un uomo piccolo”, sullo yacht con elicottero sul tetto parcheggiato a Manhattan, in mezzo a bionde semi-nude, aragoste, subito dopo aver ricevuto un’avance corruttiva di circa mezzo milione di euro. Un uomo piccolo? Sì ma anche no. Non lo dico io ma ce lo fa vedere il film: quasi mai giudicante e moralista. Un uomo ingenuo sicuramente ma forse non proprio piccolissimo. E’ più piccolo Di Caprio/Jordan o tutta l’accolita di seguaci che si è fatta infinocchiare da uno che ti prometteva di diventare ricco subito, di guadagnare mezzo milione in un giorno, di passare dal viaggiare in metropolitana all’elicottero parcheggiato sullo yacht semplicemente cliccando sui tasti di un computer? E’ più piccolo l’infinocchiatore o l’infinocchiato? Forse entrambi, ma di sicuro a Scorsese sembra stare più simpatico l’infinocchiatore. E forse anche a noi. A patto però di guardarlo e basta, di usare la sua parabola come una lezione di vita per noi. Tutto quello che dai, ricevi. Dissemini sporcizia, falsità, superficialità, ne avrai di ritorno una quantità doppia. E infatti ecco che Di Caprio/Jordan finisce in galera, tradito dal suo migliore amico (quello che aveva preso dalla strada e fatto diventare milionario), lasciato dalla moglie subito dopo la sentenza, bandito da tutti i mercati e ridotto a fenomeno da baraccone ai convegni di auto-stima.
Il mio biglietto per l'avant-première.

Il mio biglietto per l’avant-première.

Nella vicenda non ci sono vincitori. Non vincono gli agenti dell’FBI, che nonostante abbiamo salvato il mondo dal lupo cattivo, continuano a tornare a casa in metropolitana. Non vincono nemmeno i banchieri svizzeri, vittime anch’essi della sfrenata corsa al godimento e arrestati in terra americana. Non vince ovviamente Jordan, uno che aveva avuto un dono e che lo aveva usato male. I vincitori veri sono fuori-campo. Sono i Warren Buffett certo, ma anche i tanti, che lavorano nel silenzio, senza cercare i riflettori, che credono:
  • Nelle cose lente, ma inesorabili
  • Nell’arricchimento non fine a sè stesso, ma frutto di scelte oculate, conoscenza interiore, disciplina e tanta passione
  • Nell’Amore per quello che si fa non solo per il risultato che da
  • Nell’annullamento dell’ego nel lavoro, nel far diventare una professione quello che faresti anche gratis
  •  Che l’investimento sui mercati finanziari siano un’incredibile opportunità per guadagnare da casa mentre si coltivano le nostre VERE passioni
Insomma tutte le cose che raccontiamo qui da anni. Alla prossima onda Davide Franceschini | Chief Trader

 CONCORSO

E tu da che parte stai?

Ti senti più Lupo o Surfer?

ISTRUZIONI: 1) SVELA L’IMMAGINE MISTERIOSA qui sotto condividendola su Facebook, Twitter o Google+ 2) COMMENTA questa pagina rispondendo alla domanda “Ti senti più Lupo o Surfer?” e spiegando perchè. 3) IL COMMENTO MIGLIORE vincerà 2 biglietti per andare a vedere “Il Lupo di Wall Street” o qualsiasi altro film in un multisala a scelta del circuito The Space

ECCO L’IMAGINE MISTERIOSA:

 

Il concorso scade il 28 Febbraio 2014

   
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12 Responses to “CONCORSO | Cosa penso del nuovo film “Il Lupo di Wall Street””

  1. Luca gennaio 9, 2014 at 8:55 am #

    Ciao Davide,
    bellissima l’infografica, bello anche l’articolo come al solito molto originale.
    Se devo parlare per me io vorrai tanto sentirmi un surfer ma temo di essere ancora soprattutto lupo.
    Mi spiego: ancora mi sento troppo ancorato ai beni materiali, ai desideri classici di chi si avvicina al trading e alla finanza. Le macchine belle, la casa con la piscina.
    E’ inutile che mi prenda in giro, in fondo è quello che voglio. Anche se forse un giorno capirò che è tutto inutile e che certe cose finiscono per renderti la vita soltanto più difficile e stressante.
    Non vedo l’ora di vedere il film!
    Luca

  2. Gianluca gennaio 9, 2014 at 1:17 pm #

    Ciao Surfer,

    Non volevo scrivere nessun commento…non è facile esprimersi in pubblico, almeno per me, ma alla fine ho preso un po’ di coraggio, sapendo che queste 4 righe mi aiuteranno a prendere coscienza.
    Effettivamente il desiderio dei soldi e della bella vita è molto forte. Forse perché siamo insoddisfatti internamente, quindi cerchiamo di mettere delle toppe in questa insoddisfazione. La continua ricerca nel trovare soddisfazione e sentirsi realizzati in base alle cose esteriori ci porta a volere guadagnare sempre di più, ci porta anche a gestire male i nostri soldi, senza raggiungere la vera ricchezza. Che non è quella monetaria, né forse quella dell’eremita. La ricchezza è una situazione mentale che ci permette di creare benessere nel lungo termine, un benessere fisco, psichico e al contempo finanziario.
    Non è facile perché il Sistema ci spinge ad aver paura a provarci, ci addita anche come disadattati o anormali quando scegliamo la NOSTRA VERA STRADA, perché quella strada è differente da tutte le altre, non è quella del LUPO DI WALL STREET, ma non è neanche quella DELL’EREMITA, o DEL DIPENDENTE A VITA in cerca di sicurezza ma perso in una corsa senza fine. Forse la strada vera è quella del surfer? Il cercare la libertà ma senza perdere di vista quello che la società ci offre, quello di saper godere della natura, della società, ma soprattutto saper apprezzare cosa siamo e chi siamo.
    Lo ammetto, mi sento ancora LUPO di WALL STREET, in più senza soldi…un lupo senza pelo, ma con il vizio! MA qualcosa sta cambiando anche dentro di me. Grazie anche a STP!

    Alla Prossima Onda

    Gianluca

  3. Theo gennaio 9, 2014 at 3:55 pm #

    Io mi sento Surfer.
    Ho fatto tutti i vostri corsi, vi seguo fin da quando eravate un sito solo in inglese e quando Davide faceva la sala trading dal vivo. Da quando vi ho conosciuti non posso dire di essere diventato miliardario ma di sicuro ho raggiunto questi obbiettivi:

    – ho smesso di perdere
    – ho iniziato finalmente per la prima volta a prelevare profitto dal mio conto trading
    – ho spostato l’attenzione dal denaro ai pips
    – ho migliorato la mia capacità di controllo…

    …non ci crederete ma anche al di fuori del trading.

    Per questo “Surfer” tutta la vita!!!
    Theo

  4. Gennaro gennaio 10, 2014 at 6:55 pm #

    Temo di non essermi sentito mai un LUPO. Non ho la predisposizione mentale ma soprattutto la destrezza, i riflessi insomma le capacità del lupo. Non dico di non averci provato ma di fronte all’evidenza mi sono messo il cuore e l’anima in pace.
    Questo film come tutte le esperienze di vita, soprattutto negative, dovrebbe darci la capacità di discernere la direzione della nostra vita.
    Insomma mi aspetto di comprendere il senso della consapevolezza del processo di acquisizione della ricchezza. Perchè diventare ricco velocemente non necessariamente ti farà diventare altrettanto velocemente povero o comunque ti farà perdere il grosso della ricchezza.

    Quello che veramente conta e che fa la differenza è l’essere consapevole di essere ormai diventato ricco. Passare quindi dallo stato di acquisizione della ricchezza allo stato di gestione della ricchezza: facile a dirsi molto ma molto difficile a farsi!

    Gennaro Santoro

    • surfingthepips gennaio 13, 2014 at 11:10 am #

      Ciao Gennaro,
      ti porto l’esempio classico della lotteria. E’ risaputo, tutti quelli che vincono grosse somme si rovinano la vita.
      Quel poco che è trapelato sono storie di famiglie distrutte, vite allo sbando e altrettante rapide dissipazioni di capitali.

      Non c’è niente da fare è una legge divina. Tutto sta in equilibrio. Tutto ciò che ottieni veloce devi darlo via veloce. Tutto ciò che arriva senza sforzo ti rimane per sempre. Guarda il caffè: ti da lucidità e produttività ma poi ti da dei “down” pazzeschi, e allora sotto con altro caffè.

      Poi bisogna stare attenti, la ricchezza quando arriva, arriva tutto in un botto. Pure io ne sono l’esempio vivente. Da quando ho pubblicato i miei siti a quando ho incominciato a tradare conti con 6 zeri sono passati meno di 8 mesi. Ma quanto lavoro c’è stato prima? Quanti week-end passati sui grafici a “far comparire” i pattern segreti?

      Un altro problema grave è che quando diventi ricco velocemente non sai gestire l’energia che ti è stata data. Pensa ai tanti cantanti/attori famosi che si sono suicidati (pensa un Kurt Kobain dei Nirvana). Dalla strada alla persona più famosa del mondo in meno di 1 anno = suicidio. Ma gli esempi sono tantissimi anche in tempi più recenti, Amy Winehouse, etc…etc.. Anche il mondo del calcio è pieno di fenomeni di questo tipo. Guarda cosa succede ai vari Ronaldo, Maradona etc… Uno obeso e fenomeno da baraccone, l’altro drogato ad un passo dall’overdose e braccato da Equitalia (per quanto adori Maradona, persino come uomo a volte).

      Se tu hai dei problemi e hai pochi soldi fai pochi danni. Se tu hai dei problemi e hai tanti soldi fai tanti danni. E’ un’energia, per saperla gestire occorre il tempo. L’esperienza fa la differenza. L’esperienza ti SALVA.

      Dico una cosa un poco strana: a volte penso che se qualcuno non è ancora diventato ricco è solo perchè di fianco a sè ha qualcuno (di visibile o invisibile) che lo sta proteggendo. Ogni cosa a suo tempo. Altrimenti ti fai male.

      Ricchezza e consapevolezza devono poter marciare assieme altrimenti il risultato è l’autodistruzione.

      Davide Franceschini

  5. Davide Caligaris gennaio 13, 2014 at 10:39 am #

    “Non lo nego ho avuto due facce.
    Sono stato “LUPO”, affamato, direi famelico; ho percorso vallate e montagne alla ricerca delle mie prede, divorandole senza respiro, lasciando brandelli di carne come segni del mio passaggio……. ma nonostante fossi sazio la voracità non mi lasciava tregua.
    Mi ributtavo nella mischia alla ricerca di altro cibo e regolarmente la bulimia di LUPO mi provocava conati di vomito…… e ributtavo fuori tutto il cibo ingoiato, come a voler negare quella fame che lascia insonni per sopperire alla mancanza di senso, di pienezza di vita, come a liberarmi da quell’INFELICITA’ che mi divorava.
    Quasi tramortito, senza più luce negli occhi ma NOMADE di felicità, nell’ immenso mare di questa vita incomprensibile a noi ciechi, mi ritrovo quasi per gioco in riva al mare a voler sperimentare il SURF, a usare PAZIENZA e DISCIPLINA per trovare le ONDE giuste, a voler provare quelle ONDE che non ti buttano giù dalla tavola ma ti permettono di rimanere in sella……a godere di quella brezza che accarezza tutto il corpo e che acuisce la sensibilità delle tue cellule nel percepire e trattenere la Felicità ove essa si trovi….e in questo mar mi ritrovo a MEDITARE sul senso del mio SURFARE”.

    Ciao.
    Davide.

    • surfingthepips gennaio 13, 2014 at 11:11 am #

      Niente da aggiungere a Davide, grazie per la condivisione di queste belle parole.
      Davide Franceschini.

  6. massimiliano adamo gennaio 16, 2014 at 10:41 am #

    Ciao Davide, credo che per me “IL LUPO” è ancora una fase intellettuale cioè non sperimentata …

    Adesso mi sento un Surfer ma non saprei se con molti soldi potrei perdere la testa … Noi ci muoviamo sempre nel dualismo :) e sperimentiamo nel dualismo quindi credo che dovrei prima sublimarlo e provarlo il lupo per essere un buon Surfer ….

    Siddharta … non ti scrivo nient altro perchè so che hai capito benissimo cosa intendo.

    Ciao.

    • surfingthepips gennaio 17, 2014 at 9:04 am #

      E sticavoli Massimiliano. Sarebbe un piacere incontrarti all’Isola 2014 per chiaccherare un poco di queste cose.

      In effetti io ho già dato sul fronte “Lupo”. Coi primi soldini fatti facendo carriera, tanta esaltazione e tanto dolore poi nella ricaduta.

      Hai perfettamente ragione, per poter diventare Surfer DEVI prima passare dalla dimensione LUPO. Lo dico sempre, anzi addirittura non prendo mai uno studente per il Personal Coaching se non ha almeno bruciato 2 conti. Chi lo ha fatto lo sa.

      Anche se poi ho scoperto che ci sono alcune anime più avanzate di noi che capiscono subito di cosa si tratta quando si parla di trading e riescono a diventare surfer senza passare dalle forche caudine del LUPO. Credimi esistono.

      Magari sono stati LUPI in un’altra vita, vallo a sapere. Non conta nemmeno saperlo, io faccio il mio per quanto posso per aiutare le persone a non rovinarsi. Spero di farlo ancora per tanto.

      Alla prossima onda
      D.F.

  7. Luciano Lupo gennaio 17, 2014 at 9:55 am #

    Il LUPO è sempre dentro di me, ogni volta che incontro un ALTRO LUPO, lui ulula e il mio animo da Lupo risponde, si agita, vuole uscire. I lupi sono tutti intorno ed il richiamo è continuo, è forte e irresistibile. Vorrei a volte fare l’eremita, ma il Lupo andrebbe solo in letargo.
    Il Lupo mi da grinta, mi da energia, mi sento invincibile, immortale, per questo è difficile eliminarlo. Però posso addomesticarlo, utilizzare le sue energie sulla costruzione di un me stesso migliore e di un mondo migliore.
    Il lupo è il nostro istinto di sopravvivenza, il Lupo è “io o gli altri”, il Lupo deve correre libero e quando è in branco vuole dominarlo e deve combattere per diventare il capo.
    Sono ancora Lupo ma mi dirigo nella natura per trovare la mia serenità, Sono ancora Lupo, ma combatto solo se necessario, Sono ancora lupo e proteggo le cose a me care. Sono ancora Lupo e nella notte ululo per sentire se la fuori c’é ancora qualcuno in ascolto.

  8. Marco gennaio 29, 2014 at 6:21 pm #

    C’era una volta surfer che conosceva un lupo.
    Si erano conosciuti perché al mattino avevano gli stessi orari. D’altra parte il mattino ha l’oro in bocca, le onde perfette e le prede ancora rimbambite.
    S’incrociavano al limitare della radura dove la vegetazione si dirada per lasciare posto alla spiaggia, dove le onde si distendono a riprendere fiato e gli animali vanno a vedere che tempo farà. Per un po’ si sono solo guardati, poi hanno iniziato a salutarsi e infine a parlare, perché tutti gli animali a due o quattro zampe di fondo hanno bisogno di relazioni e di essere definiti dall’esterno. Un po’ come il gatto di Schrödinger che però sta ancora in analisi da quella volta che è stato imprigionato nella scatola. Schrödinger invece non è stato nemmeno incriminato per via delle sue conoscenze, ma questa è un’altra storia.
    In breve parlavano, il lupo e il surfer. Tu che fai? Io surfo, e tu? Io caccio.
    – Ah. E cosa cacci?
    – Quello che c’è, quanto ce n’è e più ce n’è meglio è, come tu fai surf.
    – No amico mio, io non cerco le onde: le aspetto. E se non arrivano, pazienza. Se c’è burrasca, pazienza. Se l’acqua è sporca, pazienza. In quei giorni guardo l’oceano e ascolto cosa mi dice. Scusa una domanda, mangi tutto quello che cacci?
    – L’oceano ti parla? L’oceano si muove e basta, sei matto amico. Comunque no, non mangio tutto, non ce la farei. Io devo dimostrare ogni giorno chi comanda qui, chi è il più forte. Le prede che non mi servono le regalo agli amici, le scambio (non hai idea di cosa son capaci le lupe in cambio di un cerbiatto tenero), ci gioco. Ma il più delle volte le butto. L’importante è vincere. Come per te l’importante è dimostrare all’oceano che lo sai cavalcare.
    – L’oceano non si domina, lo si asseconda. E se lo conosci non ti sbatte a fondo, se sai ascoltarlo sai anche come prenderlo. Per esempio non hai mai notato che se il vento tira forte da laggiù si prepara tempesta e non ci sono animali in giro?
    – Non mi curo di queste cose: se non ci sono cervi mi accontento di scoiattoli o di topi. Quel che c’è a me va bene. E’ la mia natura te l’ho detto. Avevo iniziato con le demolizioni assieme a mio padre, ma troppa fatica per quel che si guadagna; tutto il giorno a soffiare sulle case che poi adesso son di cemento e ci vuole Eolo in persona per buttarle giù. Ora invece sono un re.
    – Ti capisco, ma nemmeno io sto male. Insegno alla gente a surfare, a capire il mare e la natura e ho molto tempo per me. Hai notato che siamo andati spesso alle stesse feste, negli stessi ristoranti?
    – No, io caccio anche alle feste, quello che succede mi interessa poco.
    – Amico mio, se la tua vita è solo caccia tu sei caccia, non sei più lupo. Hai sentito del gatto di Schrödinger? Pare adesso viva all’aperto, non riesce più a stare in un ambiente chiuso.
    – Eh, brutta storia quella…

    (Non me ne vogliano Fedro ed Esopo)

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